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Orfanotrofio Saint Augustin – Sakété, Benin

“Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini.” - Dietrich Bonhoeffer

Una strada di terra ai confini del mondo

Sakété è un piccolo villaggio situato nella regione di Plateau, a sud est del Benin, ai confini con la Nigeria.
La sua posizione geografica, al confine, cioè in un territorio di nessuno, senza un’identità, è da preludio sulla condizione sociale, piuttosto povera, aggravata dal disagio delle strade sterrate, impraticabili quando piove, che non agevolano le comunicazioni. Le abitazioni, tranne qualche eccezione, sono per la maggior parte molto umili, le attività commerciali poche e modeste.

Al termine di una strada in terra battuta si apre il cancello rosso e ormai arrugginito dell’orfanotrofio Saint Augustin, una casa amorevole e accogliente per tanti bambini dagli occhi marroni, penetranti, che nascondono un velo di tristezza, provocata da drammi e ricordi che alla loro età dovrebbero essere totalmente sconosciuti, ma confortati dalla carezza materna di suore coraggiose e instancabili.

Tutto è condiviso, vi è un clima di comunità. Sono le suore e le maman, che si occupano dei neonati, a fare da famiglia senza madre e senza padre, per quanto difficile possa risultare. I più grandi sono responsabili dei più piccoli, si cresce in fretta, ci si divide i compiti, ognuno ne ha uno e deve svolgerlo sino alla fine.

Nonostante lo straordinario lavoro delle suore, i bisogni affettivi soddisfatti in condizioni normali, quindi in una famiglia, non riescono ad essere colmati pienamente. I bambini che vivono e crescono in orfanotrofio sono ad alto rischio di sviluppare una profonda vulnerabilità, con un impatto fortissimo sullo sviluppo socio-emotivo e cognitivo, che incide profondamente sulle loro personalità.

Ognuno abita in ciò che ama

Il nostro incontro con l’orfanotrofio di Sakété risale al 2007. Molte delle nostre attività sono concentrate a sviluppare la capacità espressiva dei bambini attraverso attività artistiche e creative, sportive, teatrali, musicali, ludiche, e a supportare le attività scolastiche.

Individuare ed incoraggiare occasioni di incontro ed integrazione sociale è un altro obiettivo che ci siamo posti. Stimolare la capacità di socializzazione e di consapevolezza delle proprie potenzialità è una condizione fondamentale e necessaria per il reinserimento dei bambini nelle famiglie di origine, lì dove ci dovessero essere le condizioni, per l’inserimento in nuovo nucleo familiare di adozione o per l’integrazione in una vita sociale autonoma, una volta compiuta la maggiore età.

Un clima sereno e amorevole è dato anche da come gli spazi vissuti siano allegri, puliti e ben organizzati. Per cui da quest’anno abbiamo deciso di dare il nostro contributo per il restyling degli ambienti dell’orfanotrofio, iniziando dalla ludoteca, perché il gioco è un diritto inviolabile ed insindacabile di ogni bambino, consente di sperimentare ed elaborare attivamente la rappresentazione della realtà esterna, di imparare a conoscere se stesso e il mondo circostante, e di iniziare a consolidare le prime forme di autocontrollo e di interazione sociale (Risoluzione ONU 44/25 del 20 novembre 1989).

I prossimi interventi riguarderanno la nursery, l’infermeria, il refettorio, gli spazi esterni e saranno sempre incentrati su un approccio etico, prediligendo i materiali e le maestranze locali.
L’orfanotrofio Saint Augustin non è soltanto una casa di accoglienza per bambini, ma un luogo speciale, dove si sperimenta davvero la comunione del servizio agli ultimi, dove il cuore prende pace e si ristora.

Puoi anche leggere i racconti del nostro viaggio: Ognuno abita in ciò che ama e Miwanu ka ka

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