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UniRiMI Rossella Casini – Limbadi

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.” - Mahatma Gandhi

Una sfida collettiva

Se è vero che la sfida per fronteggiare le mafie è innanzitutto culturale, è altrettanto vero che occorre creare dei “luoghi di sapere” che consentano una conoscenza con il metodo della ricerca scientifica, giornalistica e giuridica. Un sapere quanto più universale possibile, da qui il progetto dell’Università, che coinvolga saperi diversi in continuo e fecondo dialogo tra di loro. Che sappiano mettersi in ascolto anche di quelle storie vissute dai Testimoni di giustizia, familiari delle vittime innocenti ed imprenditori coraggiosi che hanno saputo trasformare la loro sofferenza in “luoghi” di speranza, diventando testimoni di bellezza.
Attraverso i Media si è quotidianamente tentati di lasciarsi trasportare dai luoghi comuni e dalle opinioni correnti che non solo allontanano dalle realtà mafiose in continuo mutamento, ma impediscono la formazione di quella coscienza critica che rende i cittadini sempre più responsabili della cosa pubblica. Capaci, quindi, di creare rete di consumo critico, di pronunciare quei no secchi e decisi ad ogni forma di compromesso e di connivenze con il fenomeno criminale.
Se tutto questo avviene in Calabria a Limbadi, piccolo centro dell’entroterra vibonese, la “casa” di una delle ‘ndrine più potenti e pericolose della ‘ndrangheta, si percepisce quanto la sfida sia difficile e quanto la forza collettiva, la passione e la prospettiva di un riscatto sociale rappresentino un’opportunità unica per portare un cambiamento positivo, sia a livello di base che globale.

Rossella, la straniera

UniRiMI è stata dedicata alla memoria di Rossella Casini, vittima innocente della ’ndrangheta. Perché Rossella era una donna libera, una studentessa, estranea a quei codici mafiosi che l’hanno condannata a morte per la colpa di essersi innamorata dell’uomo sbagliato, nella famiglia sbagliata, nella terra sbagliata. Ogni tentativo di Rosella di salvare il suo amore da quella subcultura che schiaccia le coscienze e le mette a tacere, che violenta la dignità umana, che considera la donna un suppellettile, è stato vano. “FATE A PEZZI LA STRANIERA!”, sono le cinque parole con cui Rossella viene condannata a morte.

Le partnership

Per arricchire il valore della nostra proposta formativa abbiamo stipulato dei protocolli d’intesa con l’Università di Firenze, con la Fondazione nazionale Interesse Uomo e con Unicef Italia, che, oltre a curare l’aspetto dei diritti dell’infanzia in relazione al progetto, ha realizzato la Pigotta dedicata a Rossella Casini, i cui proventi ricavati dalla vendita saranno devoluti al progetto “Maison Saint Benoit”.

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